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L'anima nera della balena bianca

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In due putsch paralleli, i vertici delle due massime divisioni partigiane di painura, vennero decapitate da una coalizione fascio-catto-comunista.

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L'anima nera della balena bianca

  1. 1. Dedica Bernardi Sergio L’anima nera della balena bianca Adami, Chilesotti, Masaccio, Maset Una coalizione integralista e tricefala fascio-catto-comunista in sincronia con la fuga dell’ultimo tedesco ha usurpato il potere nel CLNV assassinando i leader più carismatici e laici con due putsch paralleli
  2. 2. Poesia di autore anonimo, sulla tomba di Masaccio (2013) In una giornata di pioggia, sono andato a salutare Masaccio, con un mio nipote ed è stato lui, a notare un grosso sasso, sotto il quale ha trovato un foglio, scritto a mano, con una grafia molto incerta e reso quasi illeggibile, dalla pioggia battente; l’abbiamo decifrato insieme, il testo, qui riportato, è riprodotto e ricollocato nella stessa posizione. Anni dopo, ne ho trovato un altro, sotto un sasso, vicino al monumento posto dai “Pioti”, ho provato a lasciarlo sul posto, il giorno dopo era sparito. Quest’anno, un altro anonimo, ha ripetuto il gesto sulla tomba, riportando la poesia di E.L. Masters, che ho aggiunto nella cornice di plastica, visibile nella foto. Le parole di questo anonimo partigiano, mi restituiscono i sentimenti dei veri amici di Masaccio, elaborare quel trauma, è stata l’ossessione di tutta la mia vita. Questo libro è il risultato del mio tentativo di rispondere ai loro perché.
  3. 3. La pietra sopra È il titolo di un opuscolo, che narra la transizione, dalla dittatura alla democrazia, della comunità di Bassano, è scritto dall’esponente nazionale di un’istituzione resistenziale. Il mio libro guarda agli stessi fatti, da prospettive diverse. Anche in quello scritto, non ho riscontrato invenzioni menzognere, la verità viene ribaltata mediante una reticenza metodica, spudorata, a tutto campo, che può essere giustificata solo da un perverso intento catechistico: mettiamoci una pietra sopra! Se rotoli una pietra tombale sopra un cadavere, lo sottrai alla vista, la putrefazione rallenta, ma persiste più a lungo. Il sentore della decomposizione rimane ben percepibile, salvo per coloro che negano di sentirlo in malafede. Questa strategia della reticenza, adottata dal gruppo dirigente partigiano nel dopoguerra, viene perpetuata dai successori, rifuggono ogni tipo di confronto su questi temi, con un atteggiamento molto simile a quello dei cardinali pedofili. Guai a voi, scribi e farisei ipocriti, che rassomigliate a sepolcri imbiancati: essi all'esterno son belli a vedersi, ma dentro sono pieni di ossa di morti e di ogni putridume.
  4. 4. L’anima nera della balena bianca Riassunto - Integralismo: Indirizzo ideologico che, partendo dal presupposto dell'assoluta validità dei propri principi, mira a stabilire la propria egemonia in campo religioso, politico e culturale, rifiutando qualsiasi alleanza o collaborazione con partiti o movimenti d'ispirazione ideologica diversa. - Putsch: sommossa, colpo di mano di un partito armato per impadronirsi del potere 1° Vittime dell’integralismo comunista (Adami, Maset) Comandanti amati dalla base comunista locale, ma benvoluti anche dalla popolazione, che deve sostenere il peso della convivenza con le bande partigiane. I regolamenti di conto, che li sopprimono, appaiono espressione di una fazione, fanatizzata dalla presenza di emissari del PC, emiliani, romagnoli, iugoslavi ecc. inviati per rinvigorire la bellicosità ed il settarismo dei locali. 2° Il vertice del PCI, a caldo, protegge i colpevoli, poi li abbandona al loro destino Ministro della giustizia Togliatti, i comunisti inquisiti vengono ovunque assolti. Tuttavia, pochi anni dopo, cambiato il vento, la DC riesce ad imporre la revisione dei processi; fioccano le condanne e il PCI prende le distanze dai propri iscritti più compromessi, limitandosi ad agevolarne la fuga all’est. 3° Vittime dell’integralismo fascio-catto-comunista. I due putsch in ambito democristiano e l’esecuzione corale, fascio-catto-comunista I vertici delle due maggiori divisioni venete di pianura, l’Ortigara e la Monte Grappa, vengono decapitati, in due operazioni parallele e perfettamente sincronizzate, dalla staffetta di alleati più inverosimile, agli occhi della massa più credulona. Gli esiti rivelano un progetto audacissimo e complesso, l’esecuzione, corale e tripartita, è perfetta anche nella sincronizzazione. - Perrillo certifica il rifiuto di Masaccio a inciuciare con i fascisti, su Chilesotti non ci sono dubbi e non perde tempo con lui. - Carità fa fucilare il vertice della divisione Ortigara - Fuggiti i fascisti, per l’omicidio di Masaccio, provvedono direttamente i vertici della sua stessa divisione, che coincidono, perfettamente, con quelli del CLNV. - Finito il lavoro sporco, bisogna cancellare ogni traccia, insabbiando i processi. Se ne occupa il dc Sartor, con il neosindaco di Castelfranco V. e uomo simbolo dell’intesa catto-comunista locale.
  5. 5. 4° I putsch, la grande passione di Borghese, padrone della X Mas Il termine, reso celebre dal tentativo di colpo di stato di Hitler, è stato usato molto, nei numerosi casi in cui è stato replicato, in Grecia, Sud America ecc. In Italia conosciamo la successione di quelli di Borghese e poi di Gelli. C’è uno stereotipo che ha codificato perfino alcune caratteristiche standard, come una leadership, con una forte base popolare, esaltata dalle sue promesse di riscatto e decisa a combattere, con la lotta politica, l’ingiustizia sociale. Il putsch rimane un’ossessiva passione, per tutta la vita di Borghese, il padrone della X Mas, che conclude , a Thiene, un patto, che è rimasto segreto, con i poteri forti locali, al quale ha associato la parte “vincente”, del movimento partigiano. Qui, più compattamente che altrove, Il mondo conservatore si fa rappresentare, di fronte all’opinione pubblica, dal clero, da mons. Zannoni in questa occasione. Al tavolo delle trattative, non può mancare la rappresentanza della resistenza, e quindi troviamo delle mezze figure, come un certo Nicolussi, 23 anni, che avalla la bozza secretata dell’accordo, proprio nelle ore in cui, i suoi tre comandanti, vengono fucilati a Sandrigo, su ordine del camerata Carità. Non sappiamo esattamente cosa dicano le clausole segrete, ma possiamo misurarne gli effetti immediati, con le reclute della X Mas che presidiano il funerale di Masaccio a Poggiana, mentre, i suoi fedelissimi, si sono tutti dileguati, vedi la foto al par. 7.6.2 “I fascisti della X MAS, ai funerali di Masaccio” Nei decenni successivi, il fenomeno delle trame nere ha trovato in Veneto il suo habitat ideale, ricordo solo i nomi di Freda e Ventura. 5° Le SS Carità e Perrillo, sgombrano il terreno, per il camerata Borghese Perrillo esamina la riciclabilità di Masaccio e libera il sostituto, Moro Borghese è un tipo che pensa molto in grande, in Veneto raccoglierà vastissimi consensi, ben oltre gli ambienti estremisti: nessuna meraviglia che scommetta sulla possibile collaborazione di Masaccio. La SS Perrillo è il camerata perfetto, per saggiare la sua duttilità e lui svolge il compito con molto zelo, spendendovi un’intera nottata di discussioni. Solo dopo aver accertato il suo diniego scritto, lo condanna a morte. Qualche giorno dopo, libera Moro, tenuto a disposizione da molto tempo, perché predestinato ad usurparne il posto, come scrive, abbastanza esplicitamente. Carità elimina Chilesotti e libera il sostituto Filato Chilesotti non viene esaminato da Perrillo, lo sanno benissimo i partigiani traditori, quanto sia refrattario a qualsiasi tipo di compromesso. Carità, il 6/2/45 arresta Filato, un suo comandante subalterno e usando poco il bastone e molto la carota, lo riconverte al fascismo, come esplicita l’interessato. Tempestivamente “liberato”, la sera stessa, del giorno della fucilazione del suo capo, si presenta a Bassano e ne prende il posto.
  6. 6. 6° Il vertice della divisione Monte Grappa°, si occupa direttamente di Masaccio Il 29/4, quando gli ultimi tedeschi, lasciano la zona e quindi si verificano le condizioni, per attuare il delitto, le SS Carità e Perrillo sono da tempo oltre confine, quindi, l’onere di finire il lavoro, ricade, inevitabilmente, sulle spalle dello stesso movimento partigiano traditore. Le premesse per un lavoro ben fatto ci sono tutte. Nel raggio di pochi chilometri risiede tutto il gotha del CLNV, che coincide, esattamente, con il vertice della divisione Monte Grappa°di Masaccio. L’usurpatore, Moro, non adotta alcun provvedimento disciplinare, contro l’inquisito per l’omicidio, conclamato delinquente, già sotto inchiesta interna, per vari reati. Il principale testimone contro di lui, l’austriaco Hannig, è costretto a rimanere alle sue dipendenze, esposto alle sue vessazioni, nonostante le sue lamentele. Muore qualche mese dopo, in un incidente automobilistico “misterioso”, tale solo per i capi della divisione e per il giudice inquirente. Ovviamente, anche questo processo viene insabbiato, mentre, nella nostra zona, anche le pietre, urlano il nome dell’omicida. 7° La balena bianca manipola i processi e la ricerca storica della verità Il democristiano Sartor affida all’avvocato Bossum, neo sindaco della coalizione locale catto-comunista, l’insabbiamento contemporaneo dei processi, sia per l’omicidio di Masaccio, una grana nel conto della DC, che di Adami, in quota PCI. Nei primi anni, osava venire lui a Poggiana, a commemorare Masaccio, ero bambino, ma ricordo che parlava molto “difficile”, come lamentavano i contadini analfabeti. Si vantava intimo e grande amico dell’eroe ucciso, ma nessuno gli ha mai creduto. Pochi anni dopo, il boom ha azzerato questa antipatia, fidelizzando i veneti alla DC. 8° L’inciucio degli integralisti, i fascio-catto-comunisti È difficile digerire l’ipotesi di un’alleanza sinergica, fra tre “religioni”, accomunate da una profonda intolleranza reciproca, agli occhi dei “fedeli”. In realtà, come dimostra l’attualità, gli integralisti si dimostrano tanto intransigenti sui principi, quanto disinvolti opportunisti, sul piano tattico. Per quanto riguarda la gerarchia ecclesiastica, è rimasta invisibile, agli occhi dell’opinione pubblica, una linea di frattura, rispetto al fascismo. Basti pensare alla sintonia, sul principio che la guerra sia uno strumento lecito, per la tutela degli interessi della nazione, esplicitata dall’invio dei cappellani militari. È molto sorprendente riscontrare la presenza di un comunista, Gravagno, al tavolo di quelle trattative, ma bisogna ricordare l’estrema disinvoltura e l’incommensura- bile cinismo tattico di Togliatti e del suo maestro, Stalin.

In due putsch paralleli, i vertici delle due massime divisioni partigiane di painura, vennero decapitate da una coalizione fascio-catto-comunista.

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