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Bernardi Sergio
La decapitazione della resistenza veneta
rigettata dall’integralismo
fascio-catto-comunista
L’anima nera d...
Poesia di autore anonimo,
sulla tomba di Masaccio (2013)
Ma qua me vardo intorno
e libero a me mente,
dei tosi del Vial
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L’ANIMA NERA DELLA BALENA BIANCA
1° I due putsch
Negli ultimi giorni, in sincronia con la fuga dell’ultimo tedesco, è stat...
Questa non è una narrazione della resistenza
come tante o un altro saggio storico
non mi rivolgo agli addetti ai lavori
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L'anima nera della balena bianca

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I due putsch
Il 27/4/45, A Thiene, veniva siglato un patto infame, tra la resistenza e Borghese della X Mas, che ha segnato la storia d'Italia, fino al 1989.
Negli stessi momenti, con due putsch paralleli, sono state decapitate le due maggiori divisioni partigiane di pianura, ponendo al vertice due rinnegati, riconvertiti al fascismo,.

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L'anima nera della balena bianca

  1. 1. Bernardi Sergio La decapitazione della resistenza veneta rigettata dall’integralismo fascio-catto-comunista L’anima nera della balena bianca MASACCIO, Adami, Chilesotti, Maset, De Gregori Pasolini….
  2. 2. Poesia di autore anonimo, sulla tomba di Masaccio (2013) Ma qua me vardo intorno e libero a me mente, dei tosi del Vial nò ghe‘ ntaressa gnente, ai morti soto i rovi, I ga cambia camisa, comanda sempre lori. Ma, caro comandante, no i gò desmentegai quei attimi de gloria, de miseria tanti, sa pasai, quei giorni in cui se jera imbriaghi sensa paura dea gaera, de tanti sogni de strana libertà, dell’ilusion de far na nova era, mentre se jera dentro a storia vera. Te asso qua sto sasso e so che nol fiorisse. Ghe sarà sempre un osto, un prete, un fiol de troia pronto a mandarte in scena e quando no te servi spararte drio a schena. Parchè, par tutto el mondo, chi che fa pì paura, xe quei coe scarpe grose e anca a testa dura Ma, caro comandante, a cossa xe servio, na lapide sol muro, o un gran eroe morto, se no ghe xe futuro Ma posso dir na roba, a chi che passa e resta, a chi serca na facia sincera, a raisa se ancora qua, tra i crepi de sta tera. In una giornata di pioggia, sono andato a salutare Masaccio, con un mio nipote ed è stato lui, a notare un grosso sasso, nella posizione dove ho collocato questa poesia. Sotto il quale ha trovato un foglio, scritto a mano, con una grafia molto incerta e reso quasi illeggibile, dalla pioggia battente; abbiamo decifrato insieme, con qualche dubbio, il testo qui riportato. Anni dopo, un altro scritto, l’ho trovato sotto un sasso, vicino al monumento posto dai “Pioti”, ho provato a lasciarlo sul posto, il giorno dopo era sparito. Quest’anno, un altro anonimo, ha ripetuto il gesto sulla tomba, riportando la poesia di E.L. Masters, che ho aggiunto nella cornice di plastica, visibile nella foto. Le parole di questo anonimo partigiano, mi restituiscono i sentimenti dei veri amici di Masaccio, elaborare quel trauma, è stata l’ossessione di tutta la mia vita. Questo libro è il risultato del mio tentativo di rispondere ai loro perché. Nella pagina a fianco, una sintesi delle opinabili conclusioni, da me raggiunte.
  3. 3. L’ANIMA NERA DELLA BALENA BIANCA 1° I due putsch Negli ultimi giorni, in sincronia con la fuga dell’ultimo tedesco, è stato eliminato il vertice delle due maggiori divisioni partigiane, di pianura, del Veneto. Lo schema appare quello, inconfondibile, standard, dei regolamenti di conto partigiani, per alcuni aspetti, ma diverge per obiettivi, regia e committenti. a) Gli obiettivi, gli uccisi, son proprio i comandanti partigiani, amatissimi dalla base. b) L’esecuzione di Chilesotti e compagni è opera tedesca, la regia della SS Carità, i committenti visibili, XMas e partigiani, che stanno chiudendo un incredibile accordo. c) L’omicida di Masaccio è un “partigiano”, lo protegge Moro, comandante rinnegato ed usurpatore dell’ucciso e lo fa assolvere Sartor, attraverso un suo uomo, Bossum. 2° La doppia regia degli omicidi e del rimpiazzo, con due rinnegati: Filato e Moro. Il 27/4, Chilesotti viene ucciso a Sandrigo, su ordine della SS Carità, impartito ai tedeschi venuti a condurlo in salvo, mentre, la X Mas, conclude un accordo di generosa ed ampia collaborazione, con il suo subalterno Nicolussi ed altri partigiani. Un lavoro di gruppo, ma, qui, la regia ed il ruolo principale, sono fascisti, un favore, da portare all’incasso, per chi, già in fuga, non ha più nulla da perdere. Quando viene ucciso Masaccio (29/4), le SS sono già fuggite, tocca, ai dirigenti partigiani, esporsi, hanno già accolto, fraternamente, i due rinnegati, usurpatori. Tuttavia, l’esame, con la sua condanna morte, è stato condotto da Perrillo, il 17/4. 3° La falsificazione perenne della memoria e lo strapotere mediatico dei committenti Lascia sgomenti l’audacia e complessità dei due progetti, combinati insieme e la perfetta esecuzione, ma, ben più stupefacente, è l’annichilimento dell’opinione pubblica, a partire dalla manipolazione, del processo per l’omicida, Andretta. Regista Domenico Sartor, viene incaricato della difesa l’avvocato Bossum, primo sindaco di Castelfranco V. uomo simbolo, del lungo connubio catto-comunista. Per un risultato tanto ardito, non basta l’abilità del politico, serve una copertura vastissima e potentissima, non una ristretta lobby di cospiratori: la balena bianca! In Veneto, la classe dirigente “fascista”, è transitata indenne, alla “democrazia”. 4° I regolamenti di conto comunisti, ripudiati dal vertice del PCI Tranne il caso di Porzus, negli altri, mandanti ed esecutori, rimangono oscuri. Altrove, come in Emilia, cessato il “liberi tutti” del ministro Togliatti, se, gli incauti, si fanno incastrare, il partito li abbandona al loro destino, nel migliore dei casi, ne agevola la fuga e l’esilio, in un paese dell’est. Non s’intravede un progetto e una regia di vertice, il contrario esatto di un putsch. Manca il committente potente, con un piano preciso e ben motivato.
  4. 4. Questa non è una narrazione della resistenza come tante o un altro saggio storico non mi rivolgo agli addetti ai lavori a quelli che “sanno già tutto loro” agli appassionati di minuzie cronachistiche Non sono un esperto della resistenza faccio l’umile mestiere del divulgatore propongo un approccio propedeutico e pedagogico per cercare di cogliere la lezione essenziale molto difficile discernere in una pubblicistica dominata dal conformismo o dalla faziosità I fatti Per la successione meccanica degli eventi ho assunto come valida la versione più condivisa condita con qualche riscontro personale non prometto documenti eclatanti o scandalosi Le opinioni Come si fa in un processo tutto indiziario quando difettano le prove ed il corpo del reato si può cercare il difficile “perché” e la morale della favola approfondendo il contesto ed il profilo dei protagonisti Le ipotesi interpretative sono sempre controvertibili non ho l’ossessione di far prevalere le mie ben venga chi sa superarle avvicinandomi maggiormente alla verit

I due putsch Il 27/4/45, A Thiene, veniva siglato un patto infame, tra la resistenza e Borghese della X Mas, che ha segnato la storia d'Italia, fino al 1989. Negli stessi momenti, con due putsch paralleli, sono state decapitate le due maggiori divisioni partigiane di pianura, ponendo al vertice due rinnegati, riconvertiti al fascismo,.

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